Tra il 1970 e il 1976 la Allman Brothers Band ha vissuto il paradiso e l’inferno. Prima il succsso incontenibile in tutti gli States, l’esperienza Capricorn, il lavoro con Eric Clapton. Poi l’inferno delle morti di Duane Allman e di Berry Oakley. E poi ancora la capacità di rimboccarsi le maniche e ricominciare. Di fianco alla band Willie Perkins (nella foto), che della band era road manager. Ora Willie, tornato ad abitare a Macon dopo essere stato a lungo a vivere nell’ambiente musicale di Atlanta, ha deciso di raccontare “la sua parte della storia” in un lungo libro, No Saints, No Saviors: My Years With The Allman Brothers Band (Mercer University Press) che lo stesso sito ufficiale della ABB (http://www.allmanbrothersband.com) stra-consiglia agli appassionati. “Son tornato ad abitare nella casa di Macon che avevo comprato nel 1973 “, ci racconta lo stesso Perkins, parlandoci del libro, che è una bell’opera personale, parteciapta e vissuta, quasi trecento pagine di racconto da parte della persona che condivideva con Duane la stanza negli alberghi e il posto a fianco nell’autobus che li portava su e giù per le tournèe. L’abbiamo raggiunto a Macon. E ci siamo fatti raccontare un pezzo di quella storia. Con la promessa che questa breve intervista sia solo “anticipatrice” per gli italiani che vorranno leggersi il libro….
Walter Gatti: Puoi tracciarci un tuo ritratto di Duane, Dickey e di Gregg?
Willie Perkins: Oh, un loro ritratto… Eravamo tutti così giovani… Diciamo che Duane era il leader assoluto e una sorta di figura paterna per tutti…
WG: Parlaci del pubblico… chi ascoltava la band negli anni ‘70?
WP: Erano in massima parte studenti e “hippies” ed era gente che ascoltava la musica molto seriamente, con impegno, non casualmente come oggi…
WG: 1970-1976, con la ABB hai visto la nascita del southern rock durante gli anni Capricorn. Raccontaci qualcosa di quella famiglia….
WP: Eravamo molto vicini alla Marshall Tucker Band, ai Wet Willie, ai Cowboy, a John Hammond, ad Alex Taylor (ndr: l’autore australiano del magnifico Dinnertime, amico di Stephen Stills). Tutti i dipendenti e le bands della Capricorn erano parte di una seconda famiglia. Noi difficilmente tracorrevamo del tempo con gente di band che non fossero della nostra etichetta discografica, anche se poi Duane era amico di molti altri, di Bonnie and Delaney, di Eric Clapton e di King Curtis, solo per fare qualche nome…
WG: Come ti sei sentito dopo il 29 ottobre 1971?
WP: Io, come tutti noi, sono stato devastato dalla morte di Duane. E lo stesso dopo la scomparsa di Oakley. Duane era il padre della band e il suo cuore musicale. Eppure tutti noi, insieme, abbiamo deciso di continuare. Sta di fatto che abbiamo avuto ancora molto successo…
WG: Parliamo un po’ di oggi: Gregg Allman, sembra che stia vivendo ora una seconda giovinezza…
WP: Gregg è rimasto pulito e sobrio per molti anni e questo credo gli abbia portato molta serenità.
WG: Hai sentito le ultime registrazioni di Dickey Betts?
WP: Onestamente no, non ho ascoltato gli ultimi dischi di Dickey. L’ultima volta che l’ho visto è stato l’anno scorso al funerale di Phil Walden.
WG: Cosa è oggi la Allman Brothers Band? Una famiglia? Un movimento? Solo una band?
WP: La mia sensazione è che oggi la ABB sia meno di una famiglia e molto di più di una semplice band di successo. I tempi sono cambiati e i “glory days” della band originale e della grande fratellanza non possono esere replicati….
Thank you Willie….