IL ROCK SUDISTA OGGI: DUE CHIACCHERE CON MARLEY BRANT
Novembre 4, 2007 di southlanditaly
Nel 2007 sono scomparsi alcuni grandi nomi del rock sudista (Hughie Thomasson, George McCorkle…). Nel 2007 un gruppo di giovincelli sudisti ha iniziato a crescere. Abbiamo anche ascoltato alcuni grandi e nuovi dischi. Per cercare di comprendere il presente della “nostra musica” abbiamo chiacchierato con la cara Marley Brant a proposito della salute del Southern rock. Ecco cosa ne è uscito…
WALTER GATTI – SOUTHERN ROCK ICONS: recentemente sono scomparsi Hughie Thomasson e Gorge McCorkle. Semba che la vecchia guardia Dixie sia ormai decimata. Sono rimasti Gary Rossington, Gregg Allman, Dickey Betts, Paul Barrere, Rickie Medlocke, Billy Powell. E sono tutti sopra i sessant’anni…
MARLEY BRANT – E’ tristemente vero che molte delle “icone del southern rock” ci hanno lasciato. Il Southern classico è stato definito soprattutto dalla musica della Allman brothers, dei Lynyrd Skynyrd (nella foto un’immagine della loro tourneé 2006) , della Marshall Tucker band, degli Outlaws… tutte band che hanno perso musicisti che erano veri leader. Dopo la scomparsa di nomi come Duane Allman, Ronnie Van Zandt e Toy Caldwell - che erano essenziali per il genere sudista -gli altri componenti di queste band hanno continuato a fare grande musica. La sconnessa strada del rock and roll ha continuato poi a reclamare i suoi pedaggi attraverso la morte di Steve Gaines, Berry Oakley, Tommy Caldwell, Allen Collins, Billy Jones, Allen Woody, Leon Wilkeson, Dru Lombar, Gorge McCorkle and Hughie Thomasson, perdite che sono tristi e gravi per la musica Rock in generale. Per fortuna molti “vecchi” southern rockers continuano anche oggi a dare importanti contributi al genere e la musica delle grandi band “degli inizi” certamente influenzano molte band esordienti e in crescita che mostrano di essere vere promesse per il futuro…
WG – NUOVI VOLTI DEL SOUTHERN ROCK: Qual è la situazione delle nuove band? Penso a nomi come Shooter Jennings o alla Black Creek band…
MB – L’originale movimento southern rock ha influenzato band ormai affermate come Gov’t Mule, Black Crowes, Kentucky Headhunters, Confederate railroad, Third day e Drive by truckers, tra gli altri. Ci sono poi moltissime nuove band che dimostrano l’identica forte influenza e penso a My Morning Racket, Sister Hazel, Avett Brothers, Every time I die, Brother Cane, Shinedown, Southern culture on the skids. A tutti questi aggiungo anche un “idolo Americano”, Bo Bice…
WG – A PROPOSITO DEI GIOVANI AMERICANI: Credi che i giovanni del sud degli States (ma non solo negli Stati del Sud) crescano oggi ascoltando questo genere musicale?
MB – Il rock sudista è più uno stato dell’anima che un particolare stile musicale. Le originali band di southern rock includevano elementi di rock, country, rhythm’n’blues e persino jazz. Tutti questi elementi hanno dato alla musica una grande varietà di elementi. Io penso che i giovani del Sud siano tutti consapevoli del classico sound southern, certamente di quello degli Skynyrd, della Marshall e della Allman. Freebird e Sweet home Alabama sono gli inni rock del Sud e si può ascoltare Midnight rider, Simple man, Can’t you see, Green grass and high tides e Ramblin man almeno una volta al giorno alle radio del Sud, ma questi classici si ascoltano ormai anche sulle stazioni radio di tutto il paese. Direi quindi che può essere iniziato nel Sud, ma il rock sudista ormai è un genere nazionale, e, direi, internazionale.
WG – FESTIVAL – situazioni come il Bonnaroo festival possono aiutare la musica sudista ad aver eun suo “luogo”?
MB – Festival come il Bonnaroo, che si tiene in Tennesee, certamente offrono un luogo per le bands più nuove, ma la maggior parte dei Festival – con la sola eccezione del Ozzfest – hanno iniziato a comprendere la più ampia varietà di stili musicali. In realtà non c’è un solo festival incentrato sul Southern rock, ma elementi sudisti possono essere ascoltati in importanti festival, dal Lollapalooza al Coachella ai vari festival regionali in giro per gli States…
WG – IDENTITA’ SUDISTA: Penso che il southern rock fosse fin dagli inizi un mondo di essere, un modo di sentire, un modo di essere orgogliosi delle proprie tradizioni (musicali e culturali), un modo di poter essere “orgogliosi di essere sudisti”. Credi questo possa ancora essere valido oggi?
MB – Il rock sudista ha certamente fatto emergere un orgoglio locale di coloro che vivono nel Sud. I sudisti continuano ad essere incompresi da coloro che vivono altrove e certamente dai media americani: sono spesso ritratti come poco educati, socialmente imbranati, gente semplice con un accento particolare e divertente. Questo non è sicuramente un ritratto fedele di chi vive nel Sud – qui vive gente di tutte le classi sociali senza dimenticare che c’è un Sud dinamico e in forte crescita che sta convincendo gente da tutto il mondo a trasferirsi per viverci e lavorarci. Di certo i sudisti sanno come divertirsi, ma c’è anche un orgoglio di famiglia, c’è l’amore verso la propria terra, una fede convinta e un’atmosfera accogliente e tutto questo fa del Sud un luogo molto speciale. Il Southern rock continua a riflettere tutta questa realtà: la musica è una vera carta di presentazione dell’essere sudista al mondo. Credo non ci sia nulla di sbagliato nell’essere orgoglioso di chi sei e di quali sono i tuoi valori.
WG – FEDE CONVINTA: Cosa intendi quando parli di “fede convinta”?
MB – Intendo fede negli altri e nel modo in cui gli altri vivono la loro vita e una fede convinta in Dio.
WG – OH ATLANTA: Atlanta è ancora la capitale del Dixie rock?
MB – Atlanta è molto cambiata negli ultimi dieci anni. Non la considererei la “capitale del Dixie rock” – in effetti in questi tempi si sottolinea molto di più il suo essere culla dell’hip hop. Non c’è oggi un unico luogo in cui si celebra il southern rock, quanto invece una vena che attraversa tutti gli Stati del Sud. In ogni caso, a Macon, Georgia, c’è oggi il Georgia music Hall of Fame (nella foto) che mostra meravigliose rarità di musicisti e di molti gruppi Southern, incluse le loro chitarre, i loro abiti da concerto, memorabilia e altri oggetti personali. Raccomanderei una visita a tutti coloro sono veramente interessati al Southern rock…