This is a great news: Molly Hatchet is on the road again. 2008 is the “30th anniversary” for this powerful band that began his southernrock adventure in 1978 in Florida. Saturday 26 the MH plays a unique show at the TRAILSIDE INN in Factoryville (hello Joe!), Pennsylvania (see this preview: http://www.newage-examiner.com/site/news.cfm?newsid=19220659&BRD=2310&PAG=461&dept_id=487403&rfi=6) : this concert is the beginning of a world tour for the guys that will plays shows trhoughout the States and then head to Europe (london in july). In the band new-website (http://www.mollyhatchet.com/) you could check the tour dates, but most of them are TBA. And whats about the lineup? MH 2008 are: Bobby Ingram, Phil McCormack, John Galvin, Tim Lindsey (bass), Shawn Beamer (drums) and overall Dave Hlubek on guitar that confirm his presence after the great comeback of the 2005…
Bravi ma…..gli originali erano ben altra cosa,con l’uscita del compianto D.J Browne i Molly sono finiti. Sicuramente positivo che ci sia ancora chi porta avanti il nome del gruppo e la sua storia.
concordo con te, max. poi, se vogliamo proprio dirla tutta, bobby ingram negli autentici molly al massimo ci faceva l’autista. per questo il ritorno di dave hlubek è positivo. Soprattutto per Dave, che è stato per anni sul baratro….. ma – come ho già detto – su dave tornerò (spero) presto…..
aggiungerei anche il compianto D. Roland, ben altro livello.
I molly hatchet sono uno dei migliori gruppo di sempre.
Non sono d’accordo sul fatto che,dopo la morte del cantante,siano peggiorati:si sono lggermenti raffinati,e l’album “silnet reing of heores” ne è la prova.
Certo il mio rimane “take no prisoners”,dove le orecchie godono all’ascolto di “respect in the morning” o “lady luck”,ma niente da dire o da rimproverare da una band così potente e fantastica.
Daniele
Ho visto l’ultimo DVD dei Molly, l’idea che ho della banda attuale si rafforza sempre di più. Il vocalist è pietoso, la sezione ritmica non è minimamente paragonabile a quella originale, il povero Hulubek fa quasi tenerezza Fisicamente sfatto si muove a disagio sul palco, degli assoli da brivido degli anni d’oro non c’è traccia. Relegato a pochi interventi e sovrastato da quell’autentico tamarro di Bobby Ingram. No ragazzi, in memoria di D.J Browne e D. Rolland, farebbero meglio a cambiar nome, di southern c’è ben poco.