
Lynyrd Skynyrd, finalmente. Arrivo al Palatrussardi (si chiamava così) con figlio e Beppe. Nell ‘attesa suona una band (non la sentiamo) e poi un po’ di pezzi diffusi (Highway star…….). Sullo sfondo campeggia LYNYRD SKYNYRD GOD AND GUNS TOUR: è proprio vero che c’è un nuovo album in arrivo. C’è pieno zeppo: 5-6 mila persone. Dietro di me c’è uno che sfoggia la mia stessa t-shirt: quella del concerto dei LS dell’ottobre 1997 ad Aquatica: ci salutiamo come fratelli. Pubblico con tanti capelli grigi e pelate, un po’ di rocckettari e metallari, ma anche tanti ragazzi fuori dalle tribu. Un po’ di americani (li vedi qua e là: il concerto italiano in assoluto con più americani in platea è stato quello di Stevie Ray Vaughan a Lignano, nel 1988; il 90% del pubblico veniva dalla base AFI di Aviano).
A un certo punto, tutti in scena, verso le 21.30: tribudio e bandiere confederate ovunque. La scaletta è quasi quella che avevo annunciato: WORKIN FOR MCA,
I AIN’T THE ONE, SATURDAY NIGHT SPECIAL, GIVE ME BACK MY BULLET (unica concessione alle cose più recenti),WHAT’S YOUR NAME. E’ il solito menù, nulla di nuovo: un sound poderoso e unico, canzoni che la gente canta a memoria, quarantanni di rock e di orgoglio, chitarre in duetto, Gary con Gibson (per Freebird ovviamente una Sg), Ricky prima con la Fendere di Allen Collins, poi con una Les Paul. Mark, invece, sempre con una Stratocaster (tranne che per Freebird, dove sfoggia qualcosa che non conosco…).
Accoppiata strepitosa quella che vede in successione THAT SMELL e SIMPLE MAN . Su quest’ultima Johnny Van Zandt lancia la prima dedica a Billy Powell: tutta la canzone viene cantata per lui e Peter “Keys” suona con un indice puntato al cielo. Il momento in cui il coro si alza più forte e commovente è tutto per “remember there’s someone, above!”. Gary ha spazi chitarristici enormi, molto più lunghi che nel passato, anche ogni tanto pare “astrarsi” dalla scena (durante Freebird a un certo punto fa passi indietro e si ferma proprio, senza suonare per qualche misura….). Gli altri sono in forma smagliante, soprattutto Mike Cartellone (strepitoso alla batteria), con Ricky Medlocke che non esagera e Mark che è sicuramente il più “aizzante”: chiama il pubblico, lo incita a cantare. Dopo WHISKEY ROCK’A'ROLLER parte il medley che vede in fila DOWN SOUTH JUKIN, NEEDLE AND THE SPOON, DOUBLE TROUBLE, TUESDAY’S GONE. E’ su quest’ultima che vibrano le coronarie: un millisecondo più lenta delle altre versioni, tiratissima e commovente, rimane uno dei pezzi epocali dei Lynyrd.
Finito il medley si entra nelle “ultime quattro”: prima GIMME THREE STEPS e CALL ME THE BREEZE, poi (anticipata da una breve intro chitarristica di Medlocke e Mark Matejka, quest’ultimo – mi ripeto – una bella sorpresa) SWEET HOME ALABAMA: che c’e dire ancora di uno dei pezzi per cui vale la pena sia esistito il rock’n'roll? Pausa, la band esce e rientra per l’ultimo brano (quale mai sarà?). Phatos alle stelle in attesa di una delle più grandi canzoni di sempre, una di quelle che… “se non la vedi dal vivo non sai cos’è il rock”. L’attacco di FREEBIRD e la prima strofa sono un po’ lenti, impacciati (secondo me – lo ripeto – Gary era un po’…. affaticato), ma per fortuna Peter fa il suo lavoro alle tastiere (Billy era Billy, questo è un pluridiplomato, con capello lunghissimo, un po’ di panza e cappello da cantante dei Ministry, ma se la cava e viene applaudito da Johnny molto più del nuovo compare bassista Robert). Al momento di “i want to fly, fly oh freebird” tutto passa in secondo ordine: Ricky prende il centro del palco e lo tiene fino alla fine, Mark scorrazza qua e la con il capello lunghissimo, Gary getta il bottleneck al pubbico, Johny lancia a un roadie il microfono con sopra legata una bandiera sudista, le coriste scompaiono, Mike pesta sulle pelli come un ossesso. Siamo sui dieci minuti, finale lunghissimo, tutti in centro con le chitarre elevate al cielo e Young Van Zant che incita la folla. Fine, tutti a casa.
E’ durato poco più di novanta minuti. Non ci sono altri bis (come sempre). Non sono in scaletta i pezzi del nuovo disco atteso per settembre, ma non importa. I nuovi della band: Peter promosso, Robert Kearns ben ambientato, ma senza grandi creatività (nemmeno nell’abbigliamento, che era uno dei marchi di fabrica di Leon….). Ricky è vecchissimo, ma se ne sbatte e sfoggia dei jeans con fuoco e fiamme rossi disegnati. Ce ne andiamo via biecamente contenti: chissenefrega se questa è una band di reduci! Sono i Lynyrd Skynyrd, signori. Giù il cappello, ora e per sempre!
IO C’ERO.
E di concerti come questo sono sicuro che non avro piu l occasione di vederne.Perche uomini di rock come questi 4 vecchi che zompettavano allegri su quel palco ce ne stanno davvero pochi ormai.
Concerto da pelle d’oca su simple man su freebird, da cantare a squarciagola con sweet home alabama e what’s Your name. Mai stato cosi felice di sborsare 54 euri.=) Alla prossima.
onnie che avevo accanto=)
P.S.: senza contare la rossa con la magleitta di ronnie che avevo accanto=)
Buon concerto con qualche svarione di troppo, non chiedermi dove ma almeno 3 papere grosse le ho contate.
Conta pochissimo in realta’, bello esserci stati !!!!!!!!
Mia recensione sul blog.
… by the grace of God !!!
“Ero là ieri …grande serata, per me era come se fosse natale ehehe…quando hanno attaccato simple man mi sono venuti i brividi, e sì che di caldo ne faceva là dentro…un ricordo commosso per ronnie billy allen leon steve cassie e ean e per tutti gli eroi del southern rock che se ne sono andati
p.s. purtroppo niente foto!”
aggiungo che avrei voluto godermi il concerto là in mezzo agli hardcore supporters, ma la mia statura non eccezionale mi ha consigliato un seggiolino sull’ ala sinistra del palatrussa…pardon palasharp (che ne pensate dell’acustica, per me non eccezionale)…evabbè, tutto non si può avere
!
p.s. southlanditaly, mi ritrovo nella tua recensione e in particolare nel giudizio sul nostro “consanguineo” cartellone
Emmett “Doc” Lathrop Brow THANK YOU VERY MUCH FOR SIMPLE MAN VIDEO!!!!
OTTO, EMMET, MAUROZZ:
serata da non dimenticare mai; c’è a dire – l’avevo messo sotto traccia, ma concordo con Maurozz – che i primi 2 minuti di Freebird sono stati una sòla; ma se è solo per questo vi diro: 12 anni fa ad Aquatica, l’intro di Sweet home alabama era stato un lungo solo chitarristico di Hughie thomasson; bene: anche allora si era in un paio di punti… perso; vabbé: io ai lynyrd e alla allman brothers perdono tutto……
perdoniamo tutto, confermo
ci mancherebbe che non perdonassimo
A Loro si perdona tutto, spero nelle prossime date qualceh anticipazione del nuovo cd E speriamo mettano in scaletta anche qualche pezzo uscito dopo il 77=).
Concerto davvero meraviglioso.
“Il” concerto, detto da chi ne ha visti un pò…
Commovente vedere un Palasharp pieno in ogni ordine di posti, e tanti appassionati di Southern Rock sfoggiare la loro gioia con bandiere, occhi che brillavano e orgoglio Dixie quasi tramutato in entità fisicamente palpabile.
Il gruppo spalla era un Signor Gruppo (gli Shinedown), peccato che suonino una musica così “heavy” e non si spingano più verso un blues rock alla Skynyrd come hanno dato dimostrazione suonando parecchie cover nei loro dischi e live.
L’acustica era non eccelsa ma di certo buona, e la track-list mi ha positivamente sorpreso (solo brani del repertorio pre-20/10/1977).
Meravigliosa e da brividi la carica emotiva e l’esecuzione della line-up, capeggiata da un Johnny Van Zant al di sopra di ogni rosea aspettativa.
Parliamo di grandissimi musicisti, nessuno escluso, anche se ad esser sinceri dovrebbe ammettersi di un Gary Rossington che si va lentamente spegnendo da un punto di vista musicale.
Non finirò mai di ricordare quel giorno, il più bel concerto al quale io abbia mai potuto assistere, e se avessi potuto scegliere in quel mercoledì 3/6/09 il mio tempo ed il mio spazio preferiti sarei stato esattamente lì a quell’ora, con una maglia degli Skynyrd e le mani cariche di sudore per l’emozione.
Grazie ragazzi, grazie di averci dato il Southern Rock
Ciao a tutti, anche se in ritardo, leggendo solo ora, devo lasciare un commento…
Aspettavo talmente tanto di vedere i L.S. che quando me li sono visti sul palco, a pochi metri da noi ancora un po’ e mi viene una cricca….. che musicisti ragazzi!!!! Conoscevo nel dettaglio tutti i pezzi che hanno fatto, li suoniamo anche noi con la band…la cosa mi faceva piacere ma nel mentre mi creava un po’ di fastidio, anche perchè sapevo esattamente chi entrava con il solo come dove ecc….ed effettivamente qualche cappella quà e là c’è stata…..probabilmente avevano qualche problema di ritorno sul palco o cmq non sentivano alla perfezione perchè la maggior parte degli errori sono stati ritmici e di un po’ di tutta la band….specialmente su that smell…
a parte i dettagli, come avete scritto tutti, gran concerto, breve ma memorabile….tralaltro solo loro possono andare avanti con tutte le tragedie che hanno passato…..e ricordiamo anche che mr Gary ha diversi bypass, e non credo che il cardiologo gli abbia consigliato di continuare a vivere le emozioni dei palchi da rock star…….che gente !!!!
Stupendo anche vedere in italia quel tipo di pubblico, io sono arrivato con una maglietta di Johnny Winter e con il mio Hiroller alla Ronnie….e mi sembrava di essere a casa….magari in Liguria, dove vivo e suono, ci fosse un movimento così !!!!